Ieri sera sono stato invitato ad un tradizionale concerto Natalizio. Dopo aver vinto la mia naturale ritrosia per questo tipo di eventi, mi sono recato in Santuario con una buona dose di rassegnazione. Mi aspettavo di ascoltare le solite canzoni ... Tu scendi dalle stelle, Jingle bell etc... ed invece ... con enorme stupore ... ho avuto il piacere di ascoltare l'opera di Benjamin Britten, A Ceremony of Carols. Un opera sacra dal sapore medievale (una sorta di Inglese arcaico), ricca di atmosfere misteriose, tipiche dell'Inghilterra dei castelli, dei fantasmi, dei paggi e delle corti. Le dissonanze di cui l'opera è ricca creano una tensione emotiva che ricalca lo stato d'animo dell'autore che ha partorito l'opera mentre era bloccato su una nave circondata dai sommergibili tedeschi, in piena guerra. L'effimerità della vita, la condizione di sospensione, il futuro ignoto ... vengono spazzate dal grido dell'anima che annunacia ... natus est. A dimostrazione che anche nei momenti più duri della vita ... c'è sempre una speranza.
Solo la Presenza può tramutarsi in azione. La costruzione del futuro della nostra società, dei meccanismi che la regolano, coinvolge le azioni di diverse intelligenze e generazioni .... ecco perchè la Presenza è Futuro.
8 dic 2014
5 dic 2014
4 dic 2014
3 dic 2014
Parole lontane di anni passati
Non
devi pianger più perché l’amore
torna
. Come un’ ombra di tenerezza
immensa
io verrò e una carezza
sul
tuo viso sfiorerò con labili sogni.
Sarà
come il tempo che è passato ,
come
il suono di vecchie cornamuse
mute
e polverose che’l vento ha rianimato ,
e
con te io varcherò le stanze illuse.
Le
onde che morivan sui miei piedi
vibravan
nel mio cuore , e’l prato
del
ritiro di mio amore era come d’un ambrato
sguardo
lieve. Chi sa se ancor egual sono gli arredi ?
Sorridi
ancor al pallido candor ?
Che
luna questa sera ! La cruna nel mio cor
ancora
è aperta si labile violetta
muore
in fior. Il grande ciel purtroppo aspetta !
Bisogna
che io colga quella rosa …
Offrirtela
in isposa al mio candor
é
segno dell’amore , del dolce e caro odor
di
un giglio ancora in fiore su un abito da sposa.
Non
devi pianger più anima mia
perché
l’amore torna ! E torna a noi
men
vado a lei su di una scia
di
limpido furor d’allora.
La
calda auror di quella sera
Risuona
ancor del tuo addio
E
il sogno mio di mera
Spem
gemette ! Poi anch’io.
Si
! gemetti anch’io e oggi
cado
ancor , per non più salir ormai.
Tutto
è cambiato , niente più resta
Dove
sei anima mia ? Forse ormai persa ?
Ho
creduto in te , ho sperato …
Ho
sognato un cielo azzurro ,
un
viso dolce e sorridente
un
vento lieve per i miei occhi.
Ho
chiamato la mia vita , più in alto delle
nuvole
ti ho cercata con la mente.
Nell’azzurro
ho gridato il tuo nome , nel vento
viaggiano
le mie parole lontane….. di anni passati.
LdL
30 nov 2014
29 nov 2014
Amedeo Modigliani - I colori dell'anima
Vi lascio questo fine settimana in compagnia di alcuni meravigliosi ritratti femminili di Modigliani. Una linea dolce, delicata, sinuosa, elegantissima ... davanti alla quale c'è solo da rimanere estasiati.
28 nov 2014
Cosa rimane ?
Cosa
rimane di mille nottate ?
Di
assenzio imbevute e aromatizzate,
affumicate
come vecchie cornici.
Dici
che il vento ha soffiato via
i
nostri occhi stanchi e cerchiati?
Credi
che l’anno ha spazzato le
nostre
insane menti appannate ?
Cosa
rimane di mille puttane, di
vergini
fresche violate ?
forse
il ricordo dell’agre sapore,
dell’aroma
caldo del piacere ?
Cosa
rimane di umili fiere stordite
dal
suono chiassoso dell’oppio violento ?
del
triste tormento, di Dio in osmosi
coi
fiori del male ?
Cosa
rimane di baccanali chiassosi e
di
allegre serate futuriste ?
Cosa
rimane del turgido seno di
ingenui
turiste ?
Del
dolce sapore di ambrosia,
del
nostro non senso del dovere
e
dell’ardore che arder ci faceva
senza
bruciare mai … cosa rimane ?
Di
quella pazzia razionale,
di
quella misura con cui perdevamo
la
mente tra folle di gente già persa ?
Cosa
rimane del genio incarnato in
un
calice alzato,… di quel mondo fatato,
di
luci, colori, riso e follia…cosa rimane ?
Di
magiche ali vitali, della libera linfa
infinita…Libertà,
libertè,gridavamo, da tutto
l’umano
che come un nano passava gretto e
invisibile
sotto i nostri giganti destini.
ora
Cosa rimane …. ?
LdL
26 nov 2014
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