8 dic 2014

Benjamin Britten - A Ceremony of Carols

Ieri sera sono stato invitato ad un tradizionale concerto Natalizio. Dopo aver vinto la mia naturale ritrosia per questo tipo di eventi, mi sono recato in Santuario con una buona dose di rassegnazione. Mi aspettavo di ascoltare le solite canzoni ... Tu scendi dalle stelle, Jingle bell etc... ed invece ... con enorme stupore ... ho avuto il piacere di ascoltare l'opera di Benjamin Britten, A Ceremony of Carols. Un opera sacra dal sapore medievale (una sorta di Inglese arcaico), ricca di atmosfere misteriose, tipiche dell'Inghilterra dei castelli, dei fantasmi, dei paggi e delle corti. Le dissonanze di cui l'opera è ricca creano una tensione emotiva che ricalca lo stato d'animo dell'autore che ha partorito l'opera mentre era bloccato su una nave circondata dai sommergibili tedeschi, in piena guerra. L'effimerità della vita, la condizione di sospensione, il futuro ignoto ... vengono spazzate dal grido dell'anima che annunacia ... natus est. A dimostrazione che anche nei momenti più duri della vita ... c'è sempre una speranza.


5 dic 2014

Sulmona - La città dell'Amore


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3 dic 2014

Parole lontane di anni passati



Non devi pianger più perché l’amore
torna . Come un’ ombra di tenerezza
immensa io verrò e una carezza
sul tuo viso sfiorerò con labili sogni.

Sarà come il tempo che è passato ,
come il suono di vecchie cornamuse
mute e polverose che’l vento ha rianimato ,
e con te io varcherò le stanze illuse.

Le onde che morivan sui miei piedi
vibravan nel mio cuore , e’l prato
del ritiro di mio amore era come d’un ambrato
sguardo lieve. Chi sa se ancor egual sono gli arredi ?

Sorridi ancor al pallido candor ?
Che luna questa sera ! La cruna nel mio cor
ancora è aperta si labile violetta
muore in fior. Il grande ciel purtroppo aspetta !

Bisogna che io colga quella rosa …
Offrirtela in isposa al mio candor
é segno dell’amore , del dolce e caro odor
di un giglio ancora in fiore su un abito da sposa.

Non devi pianger più anima mia
perché l’amore torna ! E torna a noi
men vado a lei su di una scia
di limpido furor d’allora.

La calda auror di quella sera
Risuona ancor del tuo addio
E il sogno mio di mera
Spem gemette ! Poi anch’io.

Si ! gemetti anch’io e  oggi
cado ancor , per non più salir ormai.
Tutto è cambiato , niente più resta
Dove sei anima mia ? Forse ormai persa ?

Ho creduto in te , ho sperato …
Ho sognato un cielo azzurro ,
un viso dolce e sorridente
un vento lieve per i miei occhi.

Ho chiamato la mia vita , più in alto delle
nuvole ti ho cercata con la mente.
Nell’azzurro ho gridato il tuo nome , nel vento
viaggiano le mie parole lontane….. di anni passati.


LdL




30 nov 2014

I 5 dell'88 - Ricordati di me

L'Amore vero ... non teme lo scorrere del tempo !!!!


29 nov 2014



Presenza è Futuro


Abbiamo l'obbligo di immaginare un futuro diverso. Tenete la mente sempre impegnata !!!!!

Amedeo Modigliani - I colori dell'anima


Vi lascio questo fine settimana in compagnia di alcuni meravigliosi ritratti femminili di Modigliani. Una linea dolce, delicata, sinuosa, elegantissima ... davanti alla quale c'è solo da rimanere estasiati.




28 nov 2014

Cosa rimane ?



Cosa rimane di mille nottate ?
Di assenzio imbevute e aromatizzate,
affumicate come vecchie cornici.
Dici che il vento ha soffiato via
i nostri occhi stanchi e cerchiati?
Credi che l’anno ha spazzato le
nostre insane menti appannate ?
Cosa rimane di mille puttane, di
vergini fresche violate ?
forse il ricordo dell’agre sapore,
dell’aroma caldo del piacere ?
Cosa rimane di umili fiere stordite
dal suono chiassoso dell’oppio violento ?
del triste tormento, di Dio in osmosi
coi fiori del male ?
Cosa rimane di baccanali chiassosi e
di allegre serate futuriste ?
Cosa rimane del turgido seno di
ingenui turiste ?
Del dolce sapore di ambrosia,
del nostro non senso del dovere
e dell’ardore che arder ci faceva
senza bruciare mai … cosa rimane ?
Di quella pazzia razionale,
di quella misura con cui perdevamo
la mente tra folle di gente già persa ?
Cosa rimane del genio incarnato in
un calice alzato,… di quel mondo fatato,
di luci, colori, riso e follia…cosa rimane ?
Di magiche ali vitali, della libera linfa
infinita…Libertà, libertè,gridavamo, da tutto
l’umano che come un nano passava gretto e
invisibile sotto i nostri giganti destini.
ora Cosa rimane …. ? 

LdL