24 nov 2014

Daniel Pennac – Il Ciclo di Malaussènne



Partorito dalla fervida immaginazione di Daniel Pennac, il ciclo di Malaussènne è una serie di cinque romanzi (Il paradiso degli orchi, La fata carabina, La prosivendola, Signor Malaussenne e La passione secondo Therese) che disegna la storia di Benjamin Malaussènne, professione "Capro Espiatorio", e della sua stravagante famiglia.
Una tribù composta da una madre sentimentalmente girovaga, fratellini geniali e fuorilegge, sorelle dolci e sensitive, una zia maschio protettrice di vecchi e travestiti brasiliani, una zia giornalista sexy ed aspirante amante, un cane epilettico e naturalmente .... l'uomo costretto a fare da capro espiatorio per "mantenere" i suoi cari.
Le avventure di Malaussenne corrono tra attentati in un Centro Commerciale, moderni Orchi buoni e cattivi, anziani consumatori di stupefacenti, assassini di vecchiette armate di P38, regine editoriali, distruzioni di cinema, figli in arrivo, matrimoni con benefattori di sangue blu, delusioni e tanta vita quotidiana, surreale ma quotidiana.
Il solco dei romanzi si dipana, senza soluzione di continuità, tra ambientazioni poliziesche,  sentimental e noir mantenendo una sottile vena ironica, a tratti onirica.
La scrittura di Pennac agisce su diversi piani che si compenetrano e riconducono ad unità solo nelle battute finali. Tutto il ciclo segue una sorta di geniale crescita delle esperienze della tribù arrivando sino al parossismo dei sensi e degli accadimenti che ruotano in maniera, a volte confusa, sulla figura ontologica del capro espiatorio che più che un lavoro appare come una vera e propria missione di vita ... "un simbolo".
Teatro delle avventure la Parigi dei sobborghi e dell'alienazione, quella Belleville che vedrete crescere, respirare e morire sotto i colpi della modernità.
Non leggete i romanzi alla rinfusa ... leggeteli in ordine cronologico perché rappresentano cinque storie autonome ma uniche nella loro linea temporale.

23 nov 2014

Les amants



Con tenere carezze 
fuggono gli sguardi,
del tempo è cartapesta
lo sfondo di romance e
stelle di paris.

Qual fossero usignoli
al vento dolci amori
e mezze frasi sdolcinate
affidano al tramonto…inetti.

Suona da pigalle
a le folies bergère
il violino dei cuori persi.

Lo spleen ed il languore,
la serenata mesta,
ma da mont martre sul mondo…
les amants stringendosi e torcendosi
in tondo si donano un altro bacio.

Con dolci ammiccamenti
sfiorandosi le labbra
si donano di nuovo.
veloci e pure lenti.

Colori rosso accesi di
giallo paglierino tinteggiati
emanano i lor cuori, stordiscono
i notturni, angosciano gli agiati,
nascosti dietro pieghe temporali,
fuggono gli sguardi dei morali.

Baciatevi, baciatevi di nuovo,
il sole è tramontato e
l’Uomo così grigio e privo
di colori, ha bisogno di sentire
i vostri intensi, ingenui ardori.

LdL

CECIL BEATON .... l'uomo che fermò l'eleganza e la bellezza in un attimo eterno







22 nov 2014

Fleurs



Nei prati o fra le nuvole,
nei vasi raggelati di ferrame,
tra ombre di pineti stretti fra
querce cadenti, su suoni
inanimati di raggi antropomorti,
Fleurs, turbini di colori, spinti
dal soffio blu della vita eterna.
A volte come pietre stonate,
tal altre come carni vellutate,
come rosse schiume esacerbate,
le magiche candele accendono
gli odori spargendo nuovi cori
vorticosi nel cosmico silenzio,
parossismo di follia, baccanali,
divinità danzanti con corone
esasperate, imprigionate, celesti
melodie, ritmi asimmetrici e verdi
alchimie, sesso naturale, plesso quasi
astrale….fleurs…uniche regine.
Oniriche danzanti, non per te che
t’amo ne per voi che odio, per me
tutt’altro e per l’eterno, per l’oggetto.
Maestro, poggia la tua gomma e
col pennello, crea, di vita tinteggiato
mille magie, segna ti prego ancora
sulla carta in bianco e nero della
storia altri colori…altri Fleurs,
riscopri in noi bollenti ardori e
cara avrai la vanagloria.

LdL

21 nov 2014

Il Grande Gatsby - F.S. Fitzgerald

America degli anni ’20. Jay Gatsby è un uomo elegante e misterioso. Possiede una meravigliosa villa con piscina, teatro ogni settimana di sontuose feste alla moda. Luci, musica, pietanze ricercate sono lo sfondo all’interno del quale si rincorre una moltitudine di persone, molte delle quali non invitate, che fanno a gara per attirare l’attenzione del padrone di casa di cui non sanno nulla. Dal suo canto, il grande Gatsby fa sfoggio di un manierismo e di una generosità fuori dall’ordinario, tutto per riconquistare una sua vecchia amata, Daisy, che nel frattempo era convolata a nozze con un ricco imprenditore.
Scopriremo alla fine che Gatsby è un uomo di umili origini che ha dipinto nella sua mente un vero e proprio romanzo di bugie per avvicinarsi al mondo della sua amata, fatto di snobismo e colmo di quella spensieratezza frivola dei benestanti. Quello che Gatsby ha costruito nella sua mente è un vero e proprio sogno ed anche quando conquisterà la sua amata la realtà gli sembrerà non all’altezza di quell’illusione che lui stesso aveva generato con una smisurata passione creatrice.
La storia di Gatsby è quella di un uomo che rinnega se stesso poiché affascinato dall’illusione della ricchezza, un uomo che è costretto ad inventarsi una vita non reale per inseguire la propria nevrosi d’amore. La sua dissimulata insicurezza nasconderà sempre l’ansia di una conquista impossibile.
Il Santo Graal arriverà ma la gioia sperata sarà spazzata da un incidente d’auto che mostrerà a Gatsby quanto effimero era tutto ciò che aveva maniacalmente inseguito per un intera vita interiore.

Francis Scott Fitzgerald, fra i maggiori autori dell’età del jazz”, ci mostra una fotografia in bianco e nero di una società spensierata, tutta protesa verso il futuro e il progresso, una società in verità effimera e senza valori che di li a poco si dissolverà sotto gli spietati colpi della grande crisi.

19 nov 2014




Ricordo quando ero piccolo piccolo ... mi svegliavo e trovavo la colazione con la mia adorata pizza. Ricordo quando aspettavo natale perché ci riunivamo sempre tutti insieme come tu volevi. Ricordo gli inverni davanti al focolare ... sulla sedia dove si sedeva sempre nonno. Ricordo che sul muro si era ritrattata la sua figura. Tu eri sempre li ... non sorridevi ... ma ci volevi un mondo di bene. Con te se ne va tutto ciò che rimaneva della mia fanciullezza. Ciao nonna Giulia ...