Solo la Presenza può tramutarsi in azione. La costruzione del futuro della nostra società, dei meccanismi che la regolano, coinvolge le azioni di diverse intelligenze e generazioni .... ecco perchè la Presenza è Futuro.
26 nov 2014
24 nov 2014
Daniel Pennac – Il Ciclo di Malaussènne
Partorito dalla fervida immaginazione di
Daniel Pennac, il ciclo di Malaussènne è una serie di cinque romanzi (Il
paradiso degli orchi, La fata carabina, La prosivendola, Signor Malaussenne e
La passione secondo Therese) che disegna la storia di Benjamin Malaussènne,
professione "Capro Espiatorio", e della sua stravagante famiglia.
Una tribù composta da una madre
sentimentalmente girovaga, fratellini geniali e fuorilegge, sorelle dolci e
sensitive, una zia maschio protettrice di vecchi e travestiti brasiliani, una
zia giornalista sexy ed aspirante amante, un cane epilettico e naturalmente
.... l'uomo costretto a fare da capro espiatorio per "mantenere" i
suoi cari.
Le avventure di Malaussenne corrono tra
attentati in un Centro Commerciale, moderni Orchi buoni e cattivi, anziani
consumatori di stupefacenti, assassini di vecchiette armate di P38, regine
editoriali, distruzioni di cinema, figli in arrivo, matrimoni con benefattori
di sangue blu, delusioni e tanta vita quotidiana, surreale ma quotidiana.
Il solco dei romanzi si dipana, senza
soluzione di continuità, tra ambientazioni poliziesche, sentimental e
noir mantenendo una sottile vena ironica, a tratti onirica.
La scrittura di Pennac agisce su diversi
piani che si compenetrano e riconducono ad unità solo nelle battute finali.
Tutto il ciclo segue una sorta di geniale crescita delle esperienze della tribù
arrivando sino al parossismo dei sensi e degli accadimenti che ruotano in
maniera, a volte confusa, sulla figura ontologica del capro espiatorio che più
che un lavoro appare come una vera e propria missione di vita ... "un
simbolo".
Teatro delle avventure la Parigi dei
sobborghi e dell'alienazione, quella Belleville che vedrete crescere, respirare
e morire sotto i colpi della modernità.
Non leggete i romanzi alla rinfusa ...
leggeteli in ordine cronologico perché rappresentano cinque storie autonome ma
uniche nella loro linea temporale.
23 nov 2014
Les amants
fuggono
gli sguardi,
del
tempo è cartapesta
lo
sfondo di romance e
stelle
di paris.
Qual
fossero usignoli
al
vento dolci amori
e
mezze frasi sdolcinate
affidano
al tramonto…inetti.
Suona
da pigalle
a le folies bergère
il
violino dei cuori persi.
Lo
spleen ed il languore,
la
serenata mesta,
ma
da mont martre sul mondo…
les
amants stringendosi e torcendosi
in
tondo si donano un altro bacio.
Con
dolci ammiccamenti
sfiorandosi
le labbra
si
donano di nuovo.
veloci
e pure lenti.
Colori
rosso accesi di
giallo
paglierino tinteggiati
emanano
i lor cuori, stordiscono
i
notturni, angosciano gli agiati,
nascosti
dietro pieghe temporali,
fuggono
gli sguardi dei morali.
Baciatevi,
baciatevi di nuovo,
il
sole è tramontato e
l’Uomo
così grigio e privo
di
colori, ha bisogno di sentire
i
vostri intensi, ingenui ardori.
LdL
22 nov 2014
Fleurs
Nei
prati o fra le nuvole,
nei
vasi raggelati di ferrame,
tra
ombre di pineti stretti fra
querce
cadenti, su suoni
inanimati
di raggi antropomorti,
Fleurs,
turbini di colori, spinti
dal
soffio blu della vita eterna.
A
volte come pietre stonate,
tal
altre come carni vellutate,
come
rosse schiume esacerbate,
le
magiche candele accendono
gli
odori spargendo nuovi cori
vorticosi
nel cosmico silenzio,
parossismo
di follia, baccanali,
divinità
danzanti con corone
esasperate,
imprigionate, celesti
melodie,
ritmi asimmetrici e verdi
alchimie,
sesso naturale, plesso quasi
astrale….fleurs…uniche regine.
Oniriche
danzanti, non per te che
t’amo
ne per voi che odio, per me
tutt’altro
e per l’eterno, per l’oggetto.
Maestro,
poggia la tua gomma e
col
pennello, crea, di vita tinteggiato
mille
magie, segna ti prego ancora
sulla
carta in bianco e nero della
storia
altri colori…altri Fleurs,
riscopri
in noi bollenti ardori e
cara
avrai la vanagloria.
LdL
21 nov 2014
Il Grande Gatsby - F.S. Fitzgerald
America degli anni ’20. Jay Gatsby è un uomo elegante e misterioso.
Possiede una meravigliosa villa con piscina, teatro ogni settimana di sontuose
feste alla moda. Luci, musica, pietanze ricercate sono lo sfondo all’interno
del quale si rincorre una moltitudine di persone, molte delle quali non invitate,
che fanno a gara per attirare l’attenzione del padrone di casa di cui non sanno
nulla. Dal suo canto, il grande Gatsby fa sfoggio di un manierismo e di una
generosità fuori dall’ordinario, tutto per riconquistare una sua vecchia amata,
Daisy, che nel frattempo era convolata a nozze con un ricco imprenditore.
Scopriremo alla fine che Gatsby è un uomo di umili origini che ha
dipinto nella sua mente un vero e proprio romanzo di bugie per avvicinarsi al
mondo della sua amata, fatto di snobismo e colmo di quella spensieratezza
frivola dei benestanti. Quello che Gatsby ha costruito nella sua mente è un
vero e proprio sogno ed anche quando conquisterà la sua amata la realtà gli
sembrerà non all’altezza di quell’illusione che lui stesso aveva generato con
una smisurata passione creatrice.
La storia di Gatsby è quella di un uomo che rinnega se stesso poiché
affascinato dall’illusione della ricchezza, un uomo che è costretto ad
inventarsi una vita non reale per inseguire la propria nevrosi d’amore. La sua
dissimulata insicurezza nasconderà sempre l’ansia di una conquista impossibile.
Il Santo Graal arriverà ma la gioia sperata sarà spazzata da un
incidente d’auto che mostrerà a Gatsby quanto effimero era tutto ciò che aveva
maniacalmente inseguito per un intera vita interiore.
Francis Scott Fitzgerald, fra i maggiori autori dell’età del jazz”, ci mostra una fotografia in bianco e nero di una società spensierata, tutta protesa verso il futuro e il progresso, una società in verità effimera e senza valori che di li a poco si dissolverà sotto gli spietati colpi della grande crisi.
19 nov 2014
Ricordo quando ero piccolo piccolo ... mi svegliavo e trovavo la
colazione con la mia adorata pizza. Ricordo quando aspettavo natale
perché ci riunivamo sempre tutti insieme come tu volevi. Ricordo gli
inverni davanti al focolare ... sulla sedia dove si sedeva sempre nonno.
Ricordo che sul muro si era ritrattata la sua figura. Tu eri sempre li
... non sorridevi ... ma ci volevi un mondo di bene. Con te se ne va
tutto ciò che rimaneva della mia fanciullezza. Ciao nonna Giulia ...
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